Cantalice
Ago 29 2018

Cantalice Pubblicato dauser


Cata e Ilex: presso il leccio. È questa l’origine del nome Cantalice, paese di cui si hanno le prime testimonianze a partire dal 1081, quindi presumibilmente di origine tarda romana. Sembra infatti che in corrispondenza di una roccia bianca, dietro la sagrestia di una delle chiese principali, sia cresciuta rigogliosa una pianta di leccio.

Cantalice domina la piana di Rieti, nel territorio Sabino, e sorge ai piedi del monte Terminillo.  Giungendo al paese, se ne capisce sin da subito la funzione ricoperta storicamente. Infatti, dopo le molteplici incursioni dei saraceni, i centri di Rocchetta, Rocca di Sopra e Rocca di Sotto si unirono a Cantalice, andando a comporre un unico centro rinforzato e difficile da assediare.

Facendosi strada verso il centro, è impossibile non notare la grande scalinata (350 scalini!). Prendendo un po’ di fiato, vi consigliamo di percorrerla ammirando le case in pietra e le viuzze, le fontane, e ancora i vicoli ristretti che si aprono in improvvisi spiazzi aperti.

In alto, nella parte più alta del borgo, troviamo la Chiesa di San Felice da Cantalice, che sovrasta il paese insieme alla Torre del Cassero. La chiesa, in stile barocco, è stata eretta nel luogo in cui si trovava la casa del santo in questione. Altri luoghi di interesse sono il Palazzo Ramacogi e la Chiesa di Santa Maria, che si trova circa a metà della grande scalinata, innalzata per festeggiare l’unione dei borghi originari.

Una volta ammirato l’antico borgo di Cantalice, suggeriamo di fare una passeggiata presso la Riserva parziale naturale dei Laghi Lungo e Ripasottile, provvista di alcuni luoghi in cui praticare bird watching. In alternativa, si può intraprendere uno dei tanti percorsi che passano per la città, come quello che conduce a Leonessa e il Cammino di San Francesco.

Per quanto riguarda le specialità gastronomiche, tipiche di Cantalice sono le strangozze, un tipo di pasta sfoglia che per la forma richiama le stringhe delle scarpe, oppure le stringhe usate durante gli scontri con lo Stato Pontificio per strangolare i preti. Da questo aneddoto deriverebbe l’altro nome con cui è conosciuta questa pasta: gli strozzapreti.

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