Castel di Tora
Nov 08 2018

Castel di Tora Pubblicato dauser


Partiamo alla volta di Castel di Tora, un borgo incastonato fra i rilievi del reatino. Avvicinandoci al paese, ci sembra di essere all’interno di una canzone di Simon & Gurfunkel. Nell’aria, infatti, si respira profumo di rosmarino, ginestre, timo e altre piante che fioriscono nelle campagne intorno al borgo. O è forse odore di cucina? Castel di Tora è proprio il luogo perfetto per assaporare i prodotti tipici del Lazio e altre delizie!

Cominciamo la passeggiata lungo il ponte che porta a Castel di Tora. Intorno a noi vediamo un paesaggio incontaminato, le acque del lago Turano che scorrono placide e creano un piacevole contrasto con il verde della campagna.

Eccoci alle porte del paese: le casette di Castel di Tora sembrano abbracciarsi, sostenersi le une sulle altre. Fra di loro, si diramano i vicoli, come piccoli fiumi. Spesso, fra una casa e l’altra si allungano degli archi, si aprono degli scorci che danno sulle acque azzurre del Turano, si arrampicano scalinate e nascono delle piccole grotte. Ci sembra di aver notato delle scritte in latino sulle mura di queste case: prestando attenzione, possiamo rivivere il passato e le origini romane di Castel di Tora, grazie a questi fregi antichi e ai resti di alcune colonne romane.

Si affaccia da uno dei tanti balconi un’anziana signora, vestita di nero. Ci guarda incuriosita, e rientra in casa. È una delle poche abitanti rimaste a Castel di Tora: il borgo è animato da 300 persone, che fino a inizio ‘900 erano 1000. Prima dell’arrivo del Turano e delle sue acque, qui si viveva di agricoltura e pastorizia, praticate su terre ormai sommerse. In tanti, quindi, hanno preferito continuare i loro mestieri altrove.

Oggi Castel di Tora vive invece delle bellezze delle sue mura, di ciò che rimane dell’antico Castel del Drago. Il borgo prende vita nelle sue piazzette, nei suoi belvedere che si aprono a sorpresa, come quello che ospita la fontana del Tritone.

Uscendo dal paese, possiamo pensare di fare una passeggiata tra i fitti boschi del Monte Navegna. Pensate che, dalla sua cima, quando le condizioni climatiche lo permettono, è persino possibile scorgere la cupola della basilica di San Pietro!

Spostiamoci ancora. Sull’isolotto che emerge dal lago, proprio vicino a Castel di Tora, sorge la città perduta di Antuni, completamente disabitata. Da qui possiamo raggiungere l’incantevole Eremo di San Salvatore, da cui si può godere di una splendida vista sul lago e Castel di Tora.

A voi non è venuta fame? Stavamo proprio dicendo che questo borgo è la culla di alcuni prodotti tipici del Lazio, perché non approfittarne!? Uno dei piatti tipici è il polentone, cotto in un calderone, guarnito poi con un sugo magro a base di baccalà, al quale si può aggiungere tonno e alici. Se si ha voglia di pasta, a Castel di Tora si gustano gli strigliozzi: una pasta fatta a mano, molto simile agli strozzapreti. Per gustare questi prodotti tipici del Lazio, vi consigliamo di tornare in visita a Castel di Tora nella prima domenica di Quaresima – per assaggiare il polentone – o l’ultima di settembre, per farvi un bel piatto di strigliozzi.

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