Navelli
Set 19 2018

Navelli Pubblicato dauser


Parlando di Navelli, il pensiero va subito alle tante finestre che sembrano osservare il visitatore man mano che ci si avvicina al paese. Il centro sorge nel mezzo di una piana che da Navelli prende il nome, fra L’Aquila e Sulmona. Per questa valle passa anche uno storico tratturo, antica via dei pastori che dall’Abruzzo si spostavano verso la Puglia con le greggi, passando per la Majella.

Arriviamo al costone roccioso sul quale sorge il borgo: entrando, la storia di Navelli la si legge sulle mura delle case. Ad esempio, può capitare di passare sotto un arco di mattoni che collega due edifici ai lati opposti della strada. Negli scorsi secoli, alcune famiglie li usavano per spostarsi più velocemente e – magari – per ricavare dello spazio in più. Passeggiando per le vie di Navelli, sembra quasi che il tempo si sia fermato, o che comunque abbia lasciato il suo segno ben evidente. Si notano delle mura annerite, dove una volta c’era il fornaio del paese, si scorgono vecchie botteghe di fabbri, filatori di lana, cantine in cui si lavorava il mosto. Nel centro storico del paese ci sono altri segni che rimandano al passato di Navelli e alla sua storia contadina. Parliamo delle tre vasche di pietra circolari, le “pilucce”, delle mangiatoie che dovevano essere ricolme di fieno per gli animali che tornavano dal lavoro nei campi.

Navelli però non vede su di sé la sola tradizione contadina, ma anche dei particolari architettonici raffinati e le vestigia di un passato illustre. Fra l’intreccio di vicoli si possono notare degli scalini intagliati a mano nella roccia, così come sono scolpite nella pietra delle mani che indicano la via da seguire. Siamo arrivati a Palazzo Santucci, che sorge in cima al paese, sui resti di una rocca medievale: al suo interno il Palazzo ospita un grazioso cortile e un loggiato, con delle arcate a tutto sesto.

Al nome Santucci è legato anche l’oro rosso di Navelli, lo zafferano importato dal monaco domenicano Santucci di ritorno dalla Spagna nel 1230. I preziosi pistilli sono stati curati e impiantati nella piana, tanto che oggi passando per il borgo nei mesi di ottobre e novembre, si assiste alla fioritura dello zafferano, che ammanta la valle con il suo tipico odore e con il suo colore viola; pronto per essere raccolto, essiccato ed esportato in tutto il mondo!

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