Opi
Mag 26 2020

Opi Pubblicato da Redazione Best Of The Apps


Vi portiamo alla scoperta dei piatti tipici di Opi, un piccolo borgo medievale immerso nel verde!

Cari viaggiatori, siete pronti per tornare a esplorare i bellissimi territori del nostro Appennino e gustare piatti tipici locali?

Oggi vi portiamo a Opi, il piccolo borgo medioevale situato nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise… un angolo di paradiso immerso nel verde, meta ideale per fotografi e buongustai! Questo posticino si è aggiudicato nel 2009 il titolo di uno dei “Borghi più belli d’Italia” e se continuate a leggere la nostra mini guida capirete benissimo il perché.

Arroccato su uno sperone roccioso a 1250 metri di altitudine, per raggiungere Opi abbiamo percorso una strada tortuosa fatta di curve e tornanti. È stata un’impresa non da poco ma lo scenario a cui si assiste una volta arrivati merita davvero: antiche case, stradine strette, chiese: il tutto incorniciato dal verde della natura!

Nell’aria il profumino delizioso dei piatti tipici locali ci stuzzica l’appetito, decidiamo di metterci subito a tavola e di iniziare questa nostra avventura con il piede giusto o meglio dire… con la pancia piena!

Scopriamo insieme quali sono le storie, gli ingredienti e i piatti tipici di Opi

I piatti tipici di Opi sono ispirati dalle materie prime del territorio, sono legati alle tradizioni pastorali e ai sapori forti e genuini della cucina tipica abruzzese. Gli insaccati, i formaggi, gli oli… tutti i prodotti raccontano il forte legame con la terra.

Partiamo dal piatto tipico per eccellenza: la pecora al cotturo o alla cottara. Sapete di cosa si tratta? La ricetta prende il nome dal contenitore in cui viene cotta ed è legata alla transumanza dei pastori che scendevano con le greggi dalle montagne abruzzesi verso le pianure pugliesi.

Dovete sapere che durante questo lungo viaggio i pastori si cibavano delle pecore più deboli o quelle morenti e le cuocevano in queste grosse pentole di rame dette appunto cotturi o callari. Si tratta di un piatto che è arrivato fino ai giorni nostri ma che ormai è ricorrente soprattutto nelle sagre.

Per primo cosa ne dite invece di un bel piatto di gnocchi? Un piatto talmente importante a Opi che a fine agosto si celebra una vera e propria sagra in suo onore: la Sagra degli Gnocchi Opiani! Un appuntamento fisso in cui avete la possibilità di gustare i deliziosi piatti delle esperte massaie, bere del buon vino e godere di una gioiosa musica e dell’ospitalità della gente locale.

E per dolce? Noi abbiamo optato per il sanguinaccio al riso, chiamato così perché la ricetta tradizionale prevede l’uso del sangue di maiale, messo da parte durante la macellazione. Questa ricetta è stata rimpiazzata poi dalla sua versione “light”, sostituendo il sangue con tanti pezzettini di cioccolata fondente (decisamente più gustoso, non trovate?)

Ora che abbiamo fatto il pieno di energie, andiamo alla scoperta di questo magnifico borgo!

Come è ben risaputo le origini di Opi risalgono a tempi antichi, intorno all’anno 1000. Siete a conoscenza delle varie leggende legate al suo nome? Alcune miti fanno risalire il nome Opi alla dea romana della terra Ope, altre ad Opice, sacerdotessa del tempio di Vesta, ma l’ipotesi più attendibile è quella legata al nome latino Oppidum, ossia “castello fortificato”.

La particolarità che subito ci colpisce è l’assenza di una cinta muraria. Il piccolo borgo è circondato da una doppia fila di case – una accanto all’altra senza spazi – che cingono il paesino da entrambi i lati, quasi a stringerlo in un abbraccio ideale. Questa conformazione urbanistica gli conferisce una particolarissima forma a goccia. Osservando Opi dall’alto, d’estate sembrerà di vedere una goccia in mezzo ad un mare verde, d’inverno una nave nel mezzo di una distesa di ghiaccio. In entrambe le occasioni è uno spettacolo grandioso!

Opi è la meta ideale per chi vuole scappare dallo stress quotidiano. Si tratta di un’oasi di pace per assaporare il dolce far niente ed ammirare le splendide vedute da ogni sua angolazione. Non ci sono monumenti particolarmente importanti da vedere perché il fattore dominante qui è senza ombra di dubbio la natura!

Prima di addentrarci nel centro storico decidiamo di scattare una bella foto ricordo al Belvedere di Opi. Quello che abbiamo davanti ai nostri occhi è uno dei più bei panorami del Parco Nazionale d’Abruzzo! Da sinistra verso destra possiamo ammirare il Monte Marsicano, il Monte Greco, il Monte Amaro, il Monte Petroso e scorgendo lo sguardo in basso vediamo tutta la vallata sottostante… wow!

Continuiamo a camminare fra le suggestive viuzze del borgo fino ad arrivare al Museo naturalistico del camoscio. Sapete che Opi ospita il camoscio più bello del mondo? Quello che lo rende così pregiato è il suo particolare pelo e la fascia scura che ricopre gli occhi, da sembrare quasi che porti gli occhiali da sole!

Nel tragitto non possiamo poi non notare i v’ttal, i vicoletti che collegano le case alle stalle. Proprio queste vie avranno incantato l’artista olandese Escher che passò qui diversi mesi. L’incisore rimase totalmente affascinato da questo borgo incorniciato dalle montagne. Infatti, lo immortalò in uno dei suoi disegni, intitolato Opi in Abruzzo“. 

Ma cos’altro fare ad Opi?

Opi è la meta ideale anche per gli escursionisti! Spostatevi di qualche chilometro con la macchina per fare una delle più belle escursioni nel Parco Nazionale d’Abruzzo: quella della Val Fondillo, adatta sia a principianti che bimbi. Scaricate la nostra app Appenines Discovery per seguire la mapps GPS dei percorsi trekking e bike che passano per questi luoghi!

Per concludere in bellezza, sulla strada verso casa, una sosta al Lago di Scanno è obbligatoria! Tenete sempre a portata di mano la vostra fotocamera… non potete non fotografare il lago dalla forma a cuore più famoso d’Italia! Per sapere di più sul lago di Scanno, sul suo borgo e i piatti tipici locali potete leggere il nostro articolo qui.

Non ci resta che sperare che la nostra mini guida vi abbia incuriositi e augurarvi buon appetito e buon relax!

 

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